IL PIEDE NELLA CORSA
e nella POSTURA di tutti i giorni
Semplici considerazioni e opinioni tecniche
 

Semplici considerazioni di tutti i giorni , fino ad arrivare al gesto tecnico nella corsa .

Il piede è un capolavoro unico di architettura o meglio di bio-meccanica; in uno spazio veramente piccolo, pensate a una lettera " L " rovesciata per avere una giusta immagine di come siamo in piedi tutto il giorno in costante ricerca di un equilibrio " salutare" .

La complessità strutturale del piede è dovuta alle sue funzioni, molteplici e soprattutto molto precise; infatti, una struttura così piccola riesce ad adattarsi a situazioni diverse, affrontando terreni impervi, come quelli montani, senza farci cadere, oppure correndo in pianura, per arrivare a mantenere il corpo in equilibrio su superfici molto piccole, come nel caso degli acrobati. 
Appare chiaro che il piede, fulcro principale del nostro organismo, presieda alla: stabilizzazione della stazione eretta, propulsione e movimento; adattamento della marcia sul terreno, coordinazione della postura.

Anatomicamente il piede si divide in 3 parti: 
•	Avampiede – formato dalle dita e dai metatarsi; 
•	Mesopiede - formato dalle ossa che si trovano in mezzo al piede; 
•	Retropiede – la parte terminale, di cui il calcagno è il pilastro.
Il piede è collegato alla gamba ( tibia)  e al resto del corpo dai legamenti, articolazioni e muscoli. 
Mentre ci muoviamo, dalle dita al polpaccio si mette in azione una fitta rete di muscoli, che prendono rapporto con il ginocchio sino alla colonna vertebrale e all’articolazione temporo-mandibolare.

Ecco perché un appoggio al suolo scorretto si ripercuote ovviamente sul piede, ma anche sul ginocchio, sulla colonna vertebrale ed oltre, determinando delle tensioni che possono essere causa di dolori quali: cefalea, sciatalgia, mal di schiena, algie alle gambe (solo per citarne alcuni). 
Come spiego ogni giorno da anni,  siamo una corda che si flette se una forza interagisce dal basso verso l'alto e viceversa, le onde di questa corda sono le forze che dobbiamo compensare per risultare "apparentemente" stabili e forti, questo nei movimenti sui tre piani - assi cartesiani, visto che siamo una macchina incredibilmente poliedrica e con l'enorme pregio di poter cambiare continuamente espressione corporea / forma rimando sempre in quel punto sottile che si chiama " baricentro" dove tutto e' un compromesso tra necessita', capacita' e spesso - purtroppo -  compromessi meccanici per aiutarci ( le scarpe spesso lo sono.... ) come appoggi - bastoni, muri o altri oggetti specifici o naturali intorno  a noi.

La postura,il piede e’ la base appoggio  di vitale importanza ai fini di un corretto equilibrio dell’organismo e per ridurre l’incidenza di diverse malattie.

Il sistema tonico posturale (STP) è un insieme molto complesso che schematicamente si compone da: sistema nervoso centrale e periferico, il piede, i muscoli, le articolazioni, l’occhio, il sistema cutaneo, l’apparato stomatognatico (sistema occlusale e lingua), l’orecchio interno. 
Il sistema nervoso centrale utilizza le informazioni ricevute da occhio, pianta dei piedi e cute in primo luogo ( vedi la Riflessologia e affini...) , per avere la consapevolezza della posizione del corpo nello spazio e poter impostare correttamente quanto voluto nei confronti del mondo esterno e di se stesso. 
Se, nel tempo, sorgono problemi a qualsiasi livello (blocchi- rigidita' muscoalre -circolazione - emotivi ) , in un primo momento il sistema descritto cercherà di “compensare” in qualche modo, fino a quando potrà, ma in seguito a questi aggiustamenti si potranno verificare alcune delle seguenti patologie: 
vizi di appoggio plantare, spalla più alta, rotazioni del bacino, atteggiamenti scoliotici, testa inclinata.
 I pazienti lamenteranno nel tempo: cefalee, cervicalgie, nevralgie, difetti di masticazione e di occlusione dentale, click mandibolari, dorsalgie, lombalgie e lombosciatalgie.


	   CORRELAZIONE tra PSICOLOGIA e POSTURA

Spesso le tensioni muscolari sono sentite come “come corde di violino”. 
Questi muscoli "tesi come corde di violino" avrebbero la funzione di inibire processi emozionali. 
L'emozione rappresenterebbe la fase "preparatoria“ di un sentimento. Per esempio la rabbia, con la sua tensione preparatoria, genera tra le altre cose una "preparazione" all'attacco, cioè al comportamento aggressivo vero e proprio. Pertanto come si può inibire tale preparazione all'azione? 
Facendo forza su se stessi mediante una contrazione continua e quindi spastica dei muscoli; tutto ciò nel tempo porta ad una variazione della normale fisiologia muscolare che si evidenzia appunto in una contrazione spastica e quindi continua. 

A causa della cronica contrazione, il processo emozionale, la rabbia, non vengono totalmente eliminati, anzi bloccati, ma sono sempre presenti, anche se il soggetto non ne ha consapevolezza. 
La contrazione muscolare diventa contrazione "cronica" (o vera e propria contrattura) che blocca, dalla periferia del corpo, ogni evoluzione spazio-temporale dell'emozione medesima.
 Ecco dunque che cosa sono "i muscoli tesi come corde di violino": contrazioni muscolari croniche che hanno lo scopo di impedire che il soggetto “viva” e “senta” consapevolmente e “agisca” le sue emozioni. 

A questo proposito l'esperienza clinica insegna che "sciogliere" tali contrazioni croniche non è semplice, perché esse devono essere considerate alla stessa stregua di meccanismi di difesa, che sono divenuti componenti stabili della personalità dell'individuo. 
Il soggetto pertanto tende a impedire, in modo automatico, che manipolazioni meccaniche esterne modifichino tali contratture muscolari.
 Si tratta di vere e proprie resistenze al cambiamento, che sono in qualche modo divenute costituenti stabili della personalità. 
Inoltre, sempre sulla base dall'esperienza clinica, risulta che spesso, quando la manipolazione della contrattura ha successo, essa riappare : omeostasi ed abitudini posturali,  schemi - memorie acquisite in anni per atteggiamenti dovuti al lavoro e quindi allo stile di vita. 

Non esiste una postura “ideale” uguale per tutti ma una postura sana e funzionale. 
Una tale postura è quella che dà all’individuo un buon appoggio con rimbalzo e scarico del peso sui piedi e dai piedi a terra. 
È stato ad esempio osservato come donne che soffrono di dolori mestruali, scarichino il peso corporeo nella zona interna del piede; che gli anziani senza prospettive future poggiano il peso sul tallone che rappresenta concretamente più che mai il passato ormai certo e rassicurante, etc. 

La postura è quindi il modo di “stare al mondo”, non è soltanto la risultante di complessi meccanismi neuro-fisiologici e bio-meccanici, ma è altresì l’espressione del proprio modo di gestire le emozioni.


                 QUANDO ANDIAMO A CORRERE : cosa succede?


	I passi sono infiniti durante il nostro ciclo vitale e gli angoli dei medesimo sono molto varibili, stabiliti quest'ultimi spesso dalle necessita' meccaniche nell'uso del piede e delle varie leve.
Piu' invecchiamo piu' tendiamo a divaricare l'appoggio podalico e a rendere "inattive" le catene muscolari fondamentali del Sistema Tonico Posturale (STP) : risparmio energetico  ( siamo una macchina risparmiatrice di energia - da sempre...).
Da questa posizione - atteggiamento, che di solito diventa  stile posturale statico e dinamico,  poi ne facciamo anche arte nel movimento sportivo, per esempio la corsa, finendo a correre con i piedi storti e gesticolando in maniera "apparentemente " illogica, con ogni altri mezzo disponibile al fine di mantenere la migliore traiettoria ( braccia - spalle - testa - lingua - occhi ect.).
Infilate un paio di scarpe da corsa - running d'alta gamma o peggio ancora " di scarsa qualita'.. ..ammortizzante e strutturale ",  percorrete INFINITI PASSI CON FORZA ma sopratutto con angoli di esercizio delle grandi articolazioni variabili non usali nella vita staticsa o lenta di tutti i giorni ( tibio- tarsica, gamba- femore - femore bacino - ect. fino alla cervicale) carenti di una corretta forza ed elasticita' , ma sopratutto allenamento - progresso tecnico ( vedi rigidita' del tronco per ore ed ore di lavoro seduto ....ect.) diventano blocchi spesso permanenti anche quando si smette di correre (un gesto atletico dinamico qualsiasi)  nella ricerca degli equilibri con infinite compensazioni, sia dei muscoli sinergici - stabilizzatori compreso ahime' quelli antagonisti .
Vi ricordo che siamo in grado di camminare con una sola gamba, di camminare con gli arti inferiori  completamente rigidi o quasi tale, ect. : provate a far muovere un mezzo meccanico con un'asse bloccato? 
Che miracoloso e' il nostro corpo: ma tutto questo ha una paga, mai scordarsi che tutto quello che e' in piu' prima o poi presenta il conto.

Allora ritorniamo alla corsa, nel suo gesto facile e naturale di un corpo nato per camminare, correre , saltare e salire / scendere le scale in avanti ed indietro ( provate a farlo fare ad una macchina..... e se lo fa' pensate alla sua complessita' per arrivare a questo).

Nella corsa tutto e' una "sinfonia" di muscoli ed articolazioni che devono girare a tempo e nel senso - ritmo giusto.

Basta pochissimo che tutto diventi dissonante e venga descritto "apparentemente"  lo stesso il percorso per la piu' breve linea, ma questo con immensa fatica, non solo delle catene muscolari dinamiche ( tibiali - soleo - gastrocnemio(polpaccio)  - quadricipite- gluteo- lombari -spalle - muscoli del collo )  che prima o poi diventa dolore e poi diventa infiammazione per finire a patologia.
Non voglio sembrare tragico, ma solo descrivere e meditare insieme a Voi di come siamo incredibili da sempre nelle nostre funzioni,ma nello sport queste vengono accelerate al massimo ( compromesso tra necessita' tecnica e doti muscolari e propiocettive ) fino a diventare perfomans pura e ahime' spesso incontrollabili, come quando arrivate alla fine di un tragitto e di atletico avete solo " il sudore immenso della fatica che segna il massimo sforzo ma anche la fine di un corretto uso del nostro corpo e di un limite superato da  minuti, ore o giorni... 

  
     LA SCARPA che ruolo investe nella cura del piede ?


Partiamo dal fatto che abbiamo 5 dita libere, cioe' 5 pezzi fatti di ossa, muscoli , tendini, pelle e con un sistema nervoso molto fine per dito.
Allora se li mettiamo chiusi dentro una scarpa cosa ottenitamo?
Un monodito giusto?
Se poi ci mettiamo a correre : se perdiamo l'equilibrio nel piano sagitale e frontale, o per disperdere le forze anti-gravitazionali ed andare a svilluppare il moto avanti “veloce - dinamico” : natura insegna che il piede necessita di allargare le dita per dare spazio di interagire alle varie dita ed elasticita’ e forma  per "agguantare " il terreno :  le mani e i piedi sono prensili!!!!
Provate a fare una giornata con un guanto che vi blocchi le prime 4 dita ( tipo moffole ) : poi ne parliamo alla sera di cosa vi accade, non solo nella parte finale di presa oggetti, ma nella fatica di tutto quello che avete dovuto fare per sopravvivere nelle mansioni normali: figuriamoci se vi dicessi di suonare un piano o smontare un oggetto meccanico con ovvie chiavi e forza massimale dei vostri arti superiori.
Allora cosi' capiremo che il piede, dolce,forte e felice nella sua prensilita' " infantile" e' stato messo per necessita' logiche di vita e stile di vita per prima in una scarpa aperta, ma poi per il freddo e l'estetica ( come tale gloria del medesimo e' ad oggi nella nostra cultura esteriore) in un prodotto che se non studiato a misura potra' dare vantaggi ma anche svantaggi.
 La scarpa e ' il mezzo che ci permette di trasmettere quanto sopra ho descritto in maniera piu' naturale possibile, senza pero' bloccare troppo quanto e'  fondamentale tra assorbimento, spinta, stabilita' e respirazione- circolazione .


                      PREVENZIONE POSTURALE

Determinante è la prevenzione sulle persone di qualsiasi età ed in particolare durante la:
1.	età evolutiva (per non far cronicizzare errati atteggiamenti posturali) 
2.	età adulta (per correggere errati appoggi plantari).
Sarà quindi opportuno effettuare: 
a) indagini periodiche per la valutazione dell’appoggio - video ripresse durante il gesto della corsa 
b) valutare la evoluzione nel tempo della ortesi plantare che stabilizza l’appoggio del calcagno e distribuisce uniformemente il carico sulle teste metatarsali, compensando in tal modo uno scorretto (instabilità posturale) appoggio del piede : solo se necessario ovvio plantare. In merito al plantare di solito sconsigio l'uso nel gesto dinamico ( se non ci sono patologie conclamate vecchie - distrofismi) ma l'uso di prodotti tecnici testati e solette anti vibrazioni di qualita' in aggiunta, come i prodotti Noene ( modello AC2 ).
c) l'esame baropodometrico elettronico ( BPE) puo' essere un'ottima valutazione di confronto e studio.

Sono tante le patologie che possono avvantaggiarsi di un esame posturale, tra queste a titolo di esempio si ricordano: dismorfismi e paramorfismi del rachide, spondilolisi e spondilolistesi, displasia congenita dell'anca, ginocchio valgo, piede torto congenito, alluce valgo, artrosi, esiti di noxae traumatiche (fratture, lussazioni, distorsioni, lesioni muscolari e tendinee), malocclusioni, bruxismo e nel campo estetico l’insufficienza venosa, l’adiposità localizzata e la cellulite.

SIAMO UNA MACCHINA IN CONTINUA RICERCA DELL'EQUILIBRIO 
       VIVIAMO UNA VITA CAMBIANDO ATTEGGIAMENTI E POSTURE , per motivi di sport , di vita e di moda.... 
PARTIAMO DALLE RADICI PER CURARE LA PIANTA 
        NON FACCIAMO DIVENTARE IL NOSTRO CORPO UNA PIANTA FINTA, PARTENDO A PULIRE SEMPRE E SOLO LE FOGLIE, visto che senza RADICE LA VITA E' INSTABILE E AL PRIMO COLPO DI VENTE SI CADE.
 

                                                       Alessandro Schiasselloni 
                            Operatore Tecnico del Benessere in Riflessologia  e Mental Coach 
                                      ( N° R.O. 14.1063 e 15.143 Registro Operatori ASI DBN DOS - Professione ai sensi della L. 4/2013 )

                                  Preparatore Atletico - Istruttore Sportivo - Educatore Posturale - Istruttore di Apnea 

                                                           Email aschiasselloni@gmail.com

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